Bogotà

Eccoci finalmente a Bogotà! Per Medellin si parte domani… alle 6:00 … dall’aeroporto, alle 4:15 dall’albergo. A noi il jet lag ci fa un baffo! Viaggio tutto bene. Ecco gli appunti di oggi

5/6/2008 5:55 am – aeroporto di Malpensa, Terminal 1
I mesi sono diventati settimane, le settimane giorni, i giorni ore e alla fine secondi. E alla fine l’ora zero é arrivata anche per noi.
E sempre un po’ piú vicino, sempre un po’ prima stiamo per arrivare. In una versione nostra e personale che é una via di mezzo tra l’arrivano i nostri e l’armata Brancaleone.

Sdrammatizzazione: Ale parla con le foto di Juan e Mariana (tipo “eh, anche tu quante ne combinerai…”). Max dopo essere andato due volte ai servizi: “non sono agitato, peró speriamo che all’ICBF ci sia il bagno”.

Decollo, questa volta é proprio la partenza, ci solleviamo dal suolo padano e salutiamo l’Italia che rivedremo tra un po’. Intanto immaginiamo come saranno i voli con Juan e Mariana: come dovremo disporci, come saranno sgranati i loro occhi di fronte a tante novitá, magari impauriti e … staranno proprio seduti e tranquilli? Ci sembra cosí improbabile.

10:09 sull’aereo per Bogotá, ancora saldamente appoggiato al suolo di Parigi.
Il passaggio a Parigi é stato giusto una pellicola spinta in “avanti-veloce” a parte un po’ di coda per i controlli di sicurezza, apena arrivati al gate inizia l’imbarco via autobus.

9:59 ora di Bogotá. Da qualche parte a 10668m sull’oceano atlantico. Per un attimo, concentrandosi, cercando di chiudere varie porte mentali si potrebbe pensare che questo sia un viaggio di turismo: solito volo intercontinentale su distese sconfinate d’acqua, pasto scadente servito in troppo poco spazio, semioscuritá, pisolini alternati a momenti di veglia… Non dissimile dal volo dell’anno scorso verso gli Stati Uniti.
Eppure questa falsa sicurezza non dura piú di qualche istante, niente riesce a fermare la luce dell’Incontro di domani. Niente riesce a frenare l’immaginazione di noi con loro nei prossimi giorni in quella terra straniera dove tra un po’ atterreremo.
E ogni volta che le figure si fanno piú vivide e vere c’é quella tensione che parte dalla nuca ed elettricamente si irradia giú nelle braccia fino ai pollici e nello stomaco contraendolo.

Intanto é certo: abbiamo dimenticato il temperamatite… poteva andare peggio.

All’arrivo ci siamo accorti che in una valigia uno shampo ha perso buona parte del suo contenuto… malgrado l’impacchettamento strategico. Così anzichè riposarci aspettando l’ora di cena, ci siamo messi a lavare inzuppatissimi vestiti e ad asciugarli col phon…

Note di servizio: ho visto che ci sono un paio di problemini con i commenti – le vocali accentate e gli orari… prima o poi sistemerò O:-)

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