Festa del papà … e che festa!

Oggi qui si celebra il giorno del papà ed è stata una vera e propria festa. Cioè non nel senso tradizionale con torta e regali, ma perché in qualche momento ci siamo persino rilassati. Scherzi a parte oggi i nostri figli ci hanno regalato tante belle emozioni. Dopo un lungo tira e molla sulle magliette nei giorni scorsi, Mariana finalmente ha scelto, in piena autonomia, una maglietta di quelle che le abbiamo portato noi (e gongolava in giro mostrandola a tutti).
Juan, dopo avermi sbaciucchiato e coccolato per tutta la mattina, questa sera, a tavola ha dato il primo bacio ad Ale! Considerato il rapporto di Juan con la mamà-ah è un Evento: mamà-ah si è sciolta in brodo di giuggiole. Io e Ale eravamo in soggiorno che finivamo di mangiare la frutta, mentre i bambini erano in cameretta, pure loro a mangiare la frutta (si, lo so, bisogna mangiare a tavola, ma … anche noi ogni tanto dobbiamo tirare il fiato). Ha iniziato Mariana ad arrivare di corsa con il suo sorriso disarmante e gli occhioni radiosi portandoci uno spicchio di mandarino a testa. Noi l’abbiamo ringraziata e le abbiamo dato in cambio uno spicchio dei nostri. Lei tutta orgogliosa, è corsa nuovamente in camera con l’entusiasmo e la corsa impacciata che solo i bambini di questa età possono avere. Sentiamo che dice a Juan quello che è successo e… dopo pochi secondi arriva di corsa anche Juan con un sorrisone e due spicchi di mandarini per mamà e papà. Dopo aver dato lo spicchio a me insieme a un bacio, si rivolge ad Alessandra e fa lo stesso: spicchio e bacione!
I nostri figli (quando la luna è buona) sono iper-adorabili: generosi, affettuosissimi, ci coccolano, ci imboccano, ci fanno assaggiare le loro cose. Probabilmente dev’esserci una sorta di equilibrio cosmico per cui, quando la luna non è buona… be’ avete capito.
Sempre Juan oggi ha preso in mano l’album che gli avevamo spedito dall’Italia e ha deciso di attaccare le foto che abbiamo portato per lui del suo compleanno e della preparazione delle valige.
Oggi ci sono stati anche bei momenti tutti e quattro insieme: mentre i bambini incollavano le foto, mentre facevamo le bolle di sapone sul balcone (Milena, grazie per la ricetta, funziona!).
Anche se è un giorno di festa, ed il trend è più che buono, anche oggi abbiamo avuto motivi di scontro (o forse è meglio dire che Mariana ha avuto motivi di scontro con noi). La prima crisi tornando dal centro commerciale perché non voleva tirarsi giù la maglietta sulla pancia e il tempo minacciava pioggia con un forte vento.
È vero che i centri commerciali rovinano le persone, di solito però hanno un effetto di inebetimento. Comunque questa crisi è durata relativamente poco perché Ale è riuscita a fare una magia (almeno per quello che ho capito io, perché fino a un momento prima Mariana gridava e scalciava e l’istante dopo era tranquilla in braccio). (Ale dice che la magia l’ha fatta Mariana).
La seconda prima di cena perché non voleva venire a tavola… nelle nostre preghiere serali ce n’è una dedicata alla non-esistenza del telefono azzurro colombiano. Se dovesse esistere non vedrete più aggiornamenti del blog… mi raccomando portateci delle arance.
Anche questa crisi è finita in maniera strana, cioè dopo che Mariana si è esaurita a sgolarsi (proprio non aveva più fiato), è stata lei a “riagganciare”. Ha voluto andare sul balcone, Ale le è stata vicino e Mariana ha iniziato subito a rispondere alle coccole e a giocare. È andata in camera a prendere la coperta e l’ha portata sul balcone da una commossa Ale e gliel’ha data e si è avvolta imbozzolandosi insieme.
Mariana ha deciso che questa sera si dormiva in soggiorno e così, con la porta finestra socchiusa ha ascoltato la storia che Ale le raccontava e poi, preso il foglio, ne ha “lette” ben tre alla sua mamà-ah. Anche in questi splendidi momenti riesce comunque a conservare il suo carattere selvaggio e ribelle: una volta addormentata si ribellava con movimenti bruschi e cipiglio imbronciato quando si cercava di metterle il pigiama (infatti adesso è nel suo letto con jeans e maglietta).
Juan sfida molto, è impazientissimo, bisogna convincerlo a fare le cose di base (lavarsi i denti, andare in bagno, mangiare). Però oggi c’è stato solo qualche mugugno e un accenno di crisi che è sfumato subito. Pensiamo che quando siamo in giro lui non stia proprio benissimo, infatti chiede di tornare a casa non appena abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Oggi era in paranoia prima perché voleva le patatine fritte (sfido a trovare un locale all’interno di un centro commerciale qualsiasi dove non servano patatine fritte), poi perché voleva tornare a casa.
Insomma, siamo contenti. Ah, sì, la festa è stata festeggiata con una torta al bocadillo!
(Oggi niente foto perchè è quasi mezzanotte e abbiamo un sonno biscio).

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