Una bella giornata

Certo che é sempre difficile. Se uno si facesse prendere dallo sconforto (e a volte lo sconforto ti prende) verrebbe da pensare che per ogni passo avanti ce ne sono due indietro. Se da una parte le crisi isteriche “acute” sembrano essere superate, dall’altra, per Juan, si é acuito il capriccio, il mugugno. Mentre per Mariana rimane la modalità del rifiuto delle cose nuove, anche se, dal primo giorno, sono stati fatti enormi progressi.
Ieri siamo stati al centro commerciale (sì non é che ci siano molte alternative senza ricorrere al taxi: parchetto o centro commerciale). La spesa é andata ragionevolmente bene, ma fuori, nei corridoi del centro, é stato un continuo correre, buttarsi per terra, inzigarsi tra di loro. Dopo pranzo siamo andati a prendere un gelato a Crepes & Waffles (a proposito sono buonissimi)… ma evidentemente abbiamo raggiunto il tempo limite: hanno iniziato a fare quello che volevano senza ascoltarci, poi chiedevano di andare in bagno, poi si rotolavano sul pavimento, caragnava uno, poi rideva, poi iniziava l’altro. I genitori, a parte commentare “adesso facciamo pagare il biglietto”, per il numeroso e attento pubblico, avevano una forte voglia di a) amministrare un paio di sberle e b) di portarli immediatamente a casa. Per a) hanno resistito, mentre per b) purtroppo i gelati erano stati giá ordinati.
Anche l’uscita e il ritorno a casa sono stati deliranti. C’é qualcosa nello stare fuori casa che evidentemente destabilizza i nostri figli.
L’altro grosso problema, sicuramente maggiore é il rapporto con Juan. Lui si riferisce solo a me, a parte sporadici eventi, si sottrae alla mamma. Questo fa sì che per convenienza e sopravvivenza piú che una famiglia siamo due coppie: Ale-Mariana e Max-Juan. Se aggiungiamo che tra fratelli non giocano, non hanno interessi in comune e la maggior parte delle interazioni tra di loro consiste in imprecazioni (“Ahi Maria!” e “Mariana, AAAHH!”), spintoni o nello strapparsi le cose di mano, il quadro é foschetto.
Fine di serata con lotta sul letto di Juan a colpi di coriandoli… dove abbiamo trovato i coriandoli? Non avevamo scritto che abbiamo regalato due forbicine ai pargoli?

Questo era ieri, oggi è il giorno del passo in avanti. Sarà forse che ieri sera non abbiamo rotto nessun tavolo di cristallo solo per la mancanza della materia prima (grazie Baeti), sarà che il tempo sta facendo il suo dovere, sarà che noi quattro ci stiamo mettendo del nostro, comunque oggi è andata decisamente bene.
Ale ha individuato una tattica eccezionale contro i mugugni di Juan: non lo prende sul serio, gli fa il solletico, lo prende in giro. I mugugni durano qualche secondo nel vortice di questa “terapia” e sono subito sostituiti da risa e l’umore cambia.
Era un po’ di tempo che volevamo fare un dolce con i bambini, sia perché tra tutto lo stress e i vari sovraccarichi non abbiamo ancora propriamente festeggiato il compleanno di Juan, sia perché sull’album c’è la foto di Mamma Ale che fa la torta al cioccolato e i bambini ce l’hanno chiesta. Quando ci siamo accorti che il forno è fake ci siamo un po’ scorati, fino a che, ieri, non ci è venuta l’idea di fare un salame di cioccolato… Così questa mattina ci siamo messi all’opera, senza bilancia, con Mariana che sbriciolava un biscotto e se lo mangiava anziché lasciarlo nella terrina, con Juan che mescolava (e che bene!) uova, zucchero, cioccolato fuso, burro… insomma sembrava la succursale colombiana della Bistefani. Tutti d’amore e d’accordo compresi. Per sopperire alla mancanza della carta da forno/carta stagnola, abbiamo messo tutto in un piatto fondo per fare uno zuccotto.
Verso le 11:00 ci siamo fatti venire a prendere dal Taxi e siamo andati al “Parque Explora” un museo interattivo molto divertente. Ci sono 5 sezioni di cui una all’aperto, con vari giochi didattici sulle varie leggi della fisica. Le altre sezioni sono: computer, la vita, geologia e fisica. Siamo stati parecchio nella sezione all’aperto con Juan che correva a destra e a manca per provare tutto, poi abbiamo mangiato nel baretto del parco (i tempi sono luuuuunghi, pazienza, mi raccomando, sì ma come fai a spiegare ai bambini che ci vuole pazienza e che se le patatine tanto agognate arrivano per ultime non è un torto personale?).
Dopo mangiato abbiamo provato ad entrare nella sezione dei computer, ma ci hanno detto che probabilmente non sarebbe stata molto di interesse per i bambini e ci hanno dirottato verso le sezioni di geologia e della vita. Appena entrati in “geologia”, Juan e Mariana sono stati reclutati per mansioni paleontologhe: recuperare il maggior numero di ossa di dinosauro in due vasche piene di sabbia bianca.
Così abbiamo visto anche come Juan e Mariana si relazionano con gli altri bambini. Mariana sembra completamente spaesata, non sembra abituata ad ascoltare gli altri, un po’ come se non riuscisse a giocare, come se fosse solo una bambolina da ammirare.
Juan invece ci ha stupito per come “socializza”. Ad esempio mentre stavano giocando, è entrato un bambino che si è avvicinato. Juan gli ha spiegato cosa doveva fare e poi è andato dall’addetto/animatore a chiedere la paletta per il bambino nuovo.
Purtroppo si vede tutta la sua ansia, in entrambe i padiglioni abbiamo rifatto il giro non so quante volte, quasi di corsa, schiacciando bottoni e girando manopole e passando alla macchina successiva, a volte saltandone diverse. Ci vorrà tempo, ma alla fine anche tu ti rilasserai!
Alla fine i bambini erano stanchissimi, Mariana che pur di portare la bottiglia della bibita a Juan combatteva strenuamente contro il sonno e camminava strisciando i piedi.
A casa abbiamo fatto una bella pastasciutta al ragù e poi, evitando un paio di incidenti diplomatici, siamo riusciti a portare in tavola la torta-salame di cioccolato. Juan era contento e impaziente di mangiare la torta, tanto che ha voluto portarla in tavola insieme alla pastasciutta. Ma poi in due occasioni è scattato per un nonnulla e, piangendo, si è rifugiato in cameretta, sul letto. In tutt’e due i casi Ale è riuscita a “recuperarlo” e ci è sembrato un po’ come se cercasse (inconsciamente) di dimostrare che lui non era degno di una cosa così bella, così buona, così desiderabile e fatta con amore da tutta la famiglia per lui.
Finalmente, una volta tutti a tavola di nuovo, Juan ha messo le candeline, le ha accese con cura e solennità, gli abbiamo cantato “Cumpleaños Feliz”e lui ha soffiato, sembrava al settimo cielo. E ha continuato anche tagliando la torta. Ha voluto mettere una candelina su ogni fetta e ha preso dei tovagliolini da mettere tra torta e piattino sotto ad ogni fetta…
Poi è arrivato il momento di andare a letto. Mariana è molto ripetitiva, probabilmente perché le cose ripetute le danno sicurezza; così sono ormai 3 sere che vuole andare sul balcone con mamma e coperta, stare lì abbozzolata e ascoltare magari una storia (possibilmente sempre la stessa) raccontata da Ale. E questa sera si è addormentata di botto sul balcone.
Juan invece non voleva saperne di dormire, per non parlare di lavarsi i denti e fare pipì. Alle fine Ale (ancora lei!) ha avuto l’intuizione che volesse addormentarsi nel soggiorno con le coccole di mamma e papà. Dopotutto perché alla sorella viene riservato questo trattamento “speciale” e a lui no? Infatti in pochi minuti russava già con il rumore dell’allegro boscaiolo.
È un rapporto complesso e complicato quello che lega i nostri bambini tra loro e di sicuro questa situazione nuova, inusuale e talvolta frustrante, non semplifica certo.
Già ieri abbiamo provato, ma questa sera ci siamo riusciti un po’ di più: a tavola ri-raccontiamo la giornata trascorsa. L’idea è che così da una parte li coinvolgiamo nello stare insieme al di là del cibo (cercando di tenere Juan lontano dalla televisione, offrendogli un’alternativa), dall’altra crediamo che così sia più facile rielaborare il nuovo stato famigliare, apprezzare in questa nuova situazione quali sono stati i momenti belli.
Ancora una volta però il limite della lingua si fa sentire. Anche se ormai i nostri figli iniziano a capire qualcosa dell’italiano, sicuramente perdono un sacco di particolari, che, soprattutto nel caso di Juan David, possono servire.
Solo una precisazione per tutti quelli che ci hanno scritto che nelle foto sembriamo così sereni e sorridenti… be’ quando siamo neri inc***ati non abbiamo molta voglia di fotografarci e quando i nostri figli fanno i capricci la voglia di fare una foto c’è, ma solo per conservarla per la loro morosa/o … la vendetta è un piatto da servire freddo 🙂
Scherzi a parte grazie di cuore a tutti, veramente tutti quelli che ci scrivono e che ci sono vicino in quest’avventura speciale. Siete tutti sempre nel nostro cuore!

Circo Orfei? … tzè!
Mescolo io!
Mescolo io!!
Qui fa caldo, non piove mai, tranne quando prendiamo il taxi per andare da qualche parte.
Non è la nebbia padana, ma una buona imitazione
Nebiün!
Ohhh
Giuriamo, non abbiamo cercato di incatenarlo!
CI-BO!!
Paletta e caschetto – paleontologo perfetto
Sembra un night, ma è sempre il museo
All’opera!
Quanto tempo è stato così in ammirazione della SUA torta di compleanno? Buon Compleanno Juan!
Secondo round

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