2011: la prima metà

Riding e scherzing anche un po’ più della prima metà del 2011 è passata. Ed è anche passato un sacco di tempo dall’ultima volta che abbiamo aggiornato il nostro blog.Tante cose ci sarebbero da dire e scrivere, ad esempio sulla vocazione al martirio degli ado-genitori, ma una tra tutte merita tanto (e poi è così fresca e recente che ho paura a lasciarla andare). Questa sera Mariana ha detto alla mamma: “Ti voglio bene, così tanto che non riesco a contarlo… ma io non lo conto perchè l’amore non si conta”.

E iniziamo da Carnevale. E più precisamente dal carnevale di Cantalupo.
Mai sentito parlare? Male, dopo Viareggio è uno dei carnevali più famosi.
Provare per credere (oddio, forse dopo le ultime cronache in merito non è una frase così fortunata). Comunque c’è una bella sfilata di carri. Secondo noi merita.
Oltre a questo di carri ce n’erano veramente tanti, ma bisogna pur selezionare le foto.
A Marzo faceva già caldo, quasi più caldo che adesso (non che ci voglia molto… a momenti nevica), così andiamo a fare un giro al parco delle Cornelle.
L’animale più suggestivo (a parte noi) è la tigre invisibile che sta in una piccola gabbia all’apparenza vuota… no eh? Be’ io comunque la mano non la metterei.
L’animale più triste che abbiamo visto (e purtroppo negli zoo ce ne sono tanti e le Cornelle non fa eccezione) è l’orso che Mariana sta guardando in questa foto. Un orso grosso, seduto e fermo, con un’espressione vuota che ti fa male dentro.
Questo, per Juan e Mariana, è stato l’anno dei pattini. Calzati e via sulla pista con tempi di apprendimento nulli. Uno spettacolo!
Tanti Auguri Mamma! Cosa c’è di meglio di una bella Hello Kitty sulla torta?
L’Hello Kitty è stato composto da Mariana senza aiuti. Nessun gatto è stato maltrattato (nemmeno l’Alice che non ha dovuto fare da modella), ma le meringhe sono state sbafate senza nessuna pietà.
Tante cose ci sarebbero da scrivere sul calcio e Juan. Cose faticose e difficili e qualcuna anche un po’ arrabbiata. Ma non è certo questa la sede.
Questa è la prima partita di Juan. Tanta tensione, nessun goal, ma belle difese e qualche assist.
Il 2 giugno è il compleanno di Juan (e anche la festa della Repubblica, non che la sentiamo particolarmente, lo scrivo giusto per i 150 anni… no, non di Juan).
Cosa sarà? Impossibile a capirsi!
Qualche ora dopo e a più di cento km da prima, ai piedi di un Juan felice come una Pasqua, ecco il regalo! L’aveva persino sognato, ed essendo praticamente l’unico sogno che ci ha raccontato non potevamo certo scegliere qualcosa d’altro.
Tornolo è stupenda in queste stagioni, quando il turismo di villeggiatura non è ancora arrivato. Sembra quasi che l’uomo entri con timore e deferenza nell’equilibrio con la natura…
… l’uomo in generale, intendo. I bambini, in queste occasioni, non sanno nemmeno dove stiano di casa il timore e la deferenza. Cmq ecco Juan che in pochi minuti ha già padroneggiato il mezzo e si avventura per la pista ciclabile, pardon pattinabile.
E per festeggiare (visto che a pranzo avevamo consumato un panino, non particolarmente felice, al bar dei vigili del fuoco di Borgotaro) cena al ristorante… con bacio della mamma …
… che provoca strani effetti (meglio questi di altri).
Scrivevo sopra che è bella la natura nelle giornate nuvole e di pioggia,
ma con il sole è meglio!
e in compagnia (se la luna è buona) ancora di più!
Ecco Alice mentre si allena per il concorso 500 gatti in una 500. E’ una cosa completamente volontaria e Alice, quando ha visto la scatoletta, non ha saputo resistere: op! Ed era dentro. Obiettivo raggiunto (anche se non proprio comodissimo)
Verso metà giugno, al Campo dei Fiori di Varese c’era questa simpatica iniziativa: i giochi di una volta, con giochi, attività e laboratori. Si può provare la mountain bike su un vero (o quasi) mountain trail.
I trampoli. Ecco una delle cose che ho capito dei giochi di una volta è che erano pericolosi (e questo può forse spiegare perchè erano di una volta e non sono più di adesso). Spilloni, bastoni che finiscono negli occhi (o perlomeno ci provano), sassi e proiettili vari che volano… insomma da buon genitore mi sento più tranquillo a pensarli al passato.
Juan si prepara per uno dei meno pericolosi: il giro dell’oca vivente. Probabilmente ai tempi al posto del dadone di gommapiuma si lanciava una mazza chiodata o ci si tiravano dei sassi. Ringraziamo gli organizzatori per l’adattamento.
Uno dei laboratori permetteva ai bambini di costruire il proprio cavalluccio di legno. Una bella attività, creativa. Il risultato un oggetto quantomai delicato che si è disfato nel giro di una decina di minuti esponendo chiodi e schegge di legno.
Per la cronaca i cavallucci sono ancora in cameretta, ignorati dai pargoli, un po’ meno dal papà e dalla mamma che li devono scavalcare o spostare per aprire e chiudere la tapparella o fare i mestieri… giochi appassionanti quelli di una volta!
Anche questo può sembrare un gioco dall’aria innocua… be’ quasi, tanti bastoni, tanti bambini tutti vicino che guardano le cose da pescare anzichè la punta del bastone… sono sempre più convinto che i bambini abbiano 7 vite come i gatti. Anche Alice lo crede.

Fine, per il momento, vedo che mancano ancora le foto della montagna, ma se le metto adesso rischio di arrivare a settembre e dover aggiungere quelle del mare.