Oggi è stato il giorno dei passaporti. Questa mattina siamo andati al ministero degli esteri colombiano per richiedere e ottenere il passaporto. Giustamente, che ci vuole a fare questo documento? Dopotutto è un pezzo di carta con appiccicata un foto che porti tu… Infatti, a differenza di altri paesi di cui non facciamo nomi, qui basta un’oretta. Se poi il motivo della richiesta è per l’adozione, salti direttamente tutta la fila. Juan ha voluto “firmare” il suo passaporto e dato il poco spazio, gli hanno fatto scrivere solo “Juan Pagani”. E ha pure messo l’impronta digitale (nel senso del dito, non nel senso informatico), dichiarando di non volersi più pulire il dito.
Questa mattina Juan era piuttosto nervoso. Probabilmente inizia a sentire l’imminenza della partenza e sicuramente il fatto di andare in un ufficio non lo rende tranquillo. Si è calmato dopo il rientro in hotel a pranzo. Ed il pomeriggio è passato tranquillamente tra quattro chiacchiere con gli altri genitori e al parco tutti insieme.
Oggi è ricapitato, quindi possiamo iniziare a trarre qualche conclusione… Juan è un po’ marpioncello 🙂 Ieri, dopo una mattinata passata sulle sue, ha trascorso il pomeriggio con la bimba più grande (5 anni e mezzo) che era in gita con noi. Oggi invece, al parco, ha giocato quasi costantemente con una bimba di qui.
Attimi di preoccupazione al parco quando un bambino de El Portal è caduto dalla scaletta dello scivolo. Per fortuna di sedere e dopo qualche minuto era di nuovo in “pista” a giocare e a ridere con gli altri bambini.
Saremo un po’ incoscienti, ma per queste cose Mariana non ci preoccupa a differenza delle persone che ci sono intorno in cui notiamo un po’ di apprensione. Sarà che lei è molto sicura nei movimenti, che non mette le cose in bocca col rischio di soffocarsi, ma siamo molto tranquilli quando sale sullo scivolo e sulle altre giostre. (Tranquillizziamo i nonni: siamo sempre comunque lì a guardarla perché non faccia cose pericolose).
Era un po’ di tempo che lo pensavamo e visto che la giornata è andata bene abbiamo deciso di non rimandare oltre: abbiamo comprato due cellulari giocattolo ai bimbi. Avevamo capito (non era difficile) che lo desideravano e infatti hanno passato la sera facendo vedere il cellulare agli altri bambini, trascrivendo i numeri di telefono e giocandoci… adesso sono a letto tutt’e due con il cellulare (“così si carica” ha dichiarato Juan).
Bene, siamo pronti. Adesso aspettiamo… la telefonata (tanto per cambiare) che ci dice che l’autorizzazione è arrivata e quindi possiamo andare a richiedere il visto.
“Che lavoro fai, bella bambina?” “Allevo dinosauri carnivori!” |
El Portal visto da fuori. Si può notare il filo spinato destinato a tenere fuori i cattivi o dentro i bambini, o forse tutt’e due. |
Juan sulla giostra rotante. A sinistra si nota il braccio dell’amichetta |
Visto che li teniamo così sotto controllo che pure li fotografiamo?! |
“Che lavoro fai, bella bambina?” “Allevo dinosauri carnivori!”
El Portal visto da fuori. Si può notare il filo spinato destinato a tenere fuori i cattivi o dentro i bambini, o forse tutt’e due.
Juan sulla giostra rotante. A sinistra si nota il braccio dell’amichetta
Visto che li teniamo così sotto controllo che pure li fotografiamo?!
La Monna Lisa in versione Botero… a furia di Bandeja Paisa…
tre quarti di famiglia (la parte che voleva farsi fotografare) fuori dal museo del niño
Mariana colora prima di addormentarsi
un papà felice!
I pigiamari
“Dai, facciamoci una foto con l’autoscatto, tutti sdraiati sul lettone!”
Solletico, che in spagnolo si scrive “Cosquillas” e si pronuncia “Coschigias”!
Col “bluso” nuovo, pronto per uscire.
I fidanzatini… di una volta.
Una parte di Bogotà, quello che si riesce a vedere da Monserrate.
Per convincere Juan a fare questa foto ho dovuto prenderlo in braccio e di corsa andare a mettermi in posa… l’autoscatto non perdona.
Malgrado le apparenze Mariana non sta mostrando, come trofeo, il piede di un altro bambino: è proprio il suo.
Eccomi qui con due belle codine che mi ha fatto la mia mamma dopo il lavoro del parrucchiere!
Turisti. Juan ha appena finito di dire: “quiero ir a casa”
Profilo!
La chiesa della Candelaria
Ci sono foto che non riesco a non scattare. È più forte di me.
La stradina della candelaria che compare in tutte le foto dei turisti. Questa però l’abbiamo fatta noi.
Piazza Bolìvar con la Cattedrale
La Colombia è anche una natura stupenda, fiori, frutti e piante esotici che crescono in ogni fazzoletto di terra.
Il parchetto vicino ha pure la sabbia… cosa vuoi di più?




Ecco un’altra prova che Ale a) è viva, b) non è stata rapita e c) mangia… o quantomeno beve.
Questa foto l’ha chiesta espressamente Juan
Mi rendo conto, questa è un po’ da ingegnere, ma non ho resistito al fascino di un bel messaggio di errore Windows nello schermo di un videogame.
Bombas! O anche palloncini. Abbiamo preso un sacchettino da 12 palloncini pensando alle battaglie di palloncini di Medellin e ai giorni e giorni di divertimento. Qui sono durati circa 15′ mentre i bambini de El Portal si divertivano a farli esplodere 🙁 Non credo che ne compreremo ancora.
ecco la prova che Ale è ancora tra noi… anche se il sorriso del “ceffo” che ha in braccio non è molto rassicurante.