Tace il telefono

Purtroppo anche oggi il telefono è rimasto muto. In compenso Juan ci ha regalato una giornatina che non dimenticheremo presto. L’idea era quella di andare tutti insieme allo Zoo. Non condividiamo particolarmente questo tipo di intrattenimento a scapito degli animali ingabbiati, ma le risorse di Medellin si stanno rapidamente esaurendo. Purtroppo una serie di rifiuti e di quello che noi ora chiamiamo la “ricerca della rissa” ha dato luogo a due confronti piuttosto pesanti. Al punto che Juan, Ale e, per simpatia, Mariana si sono addormentati dopo pranzo e hanno dormito qualche ora.
Ma perchè parlare sempre di capricci & affini? Parlerò un po’ di Medellin e della gente.
Medellin è una città grande, molto grande. La foto che abbiamo pubblicato mostra una piccola fettina del panorama e non rende l’idea di quanto Medellin sia grande. In mezzo a Medellin c’è un aeroporto. La nostra casa è un palazzo moderno in una zona residenziale. Abbiamo una portineria con tanto di guardia giurata. La breve via privata si affaccia su una strada ripidissima: non c’è nessuna indicazione, ma così ad occhio potrebbe essere sopra al 35%. Le macchine che salgono fanno una fatica bestia.
Da questa strada (alberata) si finisce su una grossa arteria a doppia carreggiata. I marciapiedi sono ampi, delimitati da basse case con numerosissime attività commerciali. Per quello che abbiamo potuto vedere di Medellin, ogni metro lineare di strada è occupato da un qualche negozio, ufficio, officina o altre attività.
Il traffico è caotico, composto da un assortimento variegato e fantasioso di auto, camion, corriere, truck, moto, motorini e carretti a cavallo. Tutti questi mezzi si sorpassano nei modi più azzardati suonandosi reciprocamente e incuranti dei pedoni. Essere un pedone a Medellin può essere moderatamente pericoloso: non ci sono i semafori per i pedoni. Cioè si può attraversare quando è rosso per le macchine, ma nel senso dei camminatori non c’è nessuna indicazione luminosa. Si attraversa quando le macchine sono ferme. Anche gli attraversamenti delle doppie carreggiate (ne avevo già scritto) sono piuttosto laboriosi. Se va bene ci sono due semafori pedonali non sincronizzati che obbligano quindi ad una pausa nel mezzo. Se va male ci sono giri rintorcinati che obbligano a 4 attese.
La gente che abbiamo incontrato è veramente gentile: dalla guardia giurata che ha offerto i lecca-lecca ai bambini (e a noi), al commesso del negozio Speedo che, quando non siamo riusciti a trovare un costume della taglia di Juan, ci ha portato di persona in un altro negozio che poteva averlo (in effetti poi non ce l’aveva, ma questa è un’altra storia).
Quando ringrazi la risposta è “con mucho gusto”. Sarà una formula di rito, una frase fatta, ma è proprio bella e spesso viene detta con tale convinzione che ti fa dubitare che sia un modo di dire.
La temperatura è sempre gradevole, si sta tranquillamente in T-Shirt e pantaloni leggeri. Siamo in montagna e quindi il tempo è variabile. Una giornata splendida si può annuvolare e si può scatenare un temporale intenso, come può rimanere nuvolo tutto il giorno. Di regola i piovaschi sono nel primo pomeriggio e di notte e in generale abbiamo avuto bel tempo.

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