Sempre in attesa di una telefonata

Sembra il tormentone, ormai gli amici non ci crederanno più, ma sono due anni e mezzo che siamo in perenne attesa di una telefonata, prima dei servizi sociali, poi dell’idoneità, poi dell’abbinamento, poi della partenza… insomma l’ansia corre sul filo del telefono. Spero che una volta tornati in Italia potremo smettere di sobbalzare ad ogni trillo di telefonino dei vicini, ad ogni bip elettronico che suona nelle vicinanze. Oggi la giornata è passata pigramente (nel senso che non abbiamo fatto nulla di particolare, non nel senso che abbiamo oziato) tra mattina in casa, pranzo al centro commerciale, sala giochi e spesa.
E tutto sommato, a parte un parentesi con Mariana (e le continue richieste di acquisti durante la spesa), la giornata è andata bene: Juan ha dominato l’ansia della sala giochi divertendosi, uscire non è stato un problema; pranzo e gelato sono stati sereni.
Finalmente il dopocena per Juan è stato sereno. Qualche impuntatura che siamo riusciti a superare, ma siamo riusciti a farlo andare a letto tranquillo sorridente. Per Mariana non è andato male, ma era più agitata del solito e ha fatto fatica a prendere sonno.
Nota di colore (giallo): ieri durante la macchinata un asciugamano arancione ha lasciato il colore su tutto il bucato chiaro… è un mondo difficile…
Il fratello di Ale ci ha chiesto come facciamo tutte le sere a scrivere qui. Il motivo fondamentale è che ne abbiamo bisogno: è una valvola di sfogo, un momento nostro in cui ripassare e rivedere la giornata. Il secondo motivo è che ci piace tantissimo e ci dà forza leggere i vostri commenti e le vostre mail, senza di voi sarebbe molto più dura.

Juan alle prese con un piatto di costine
Un gioioso saluto da un centro commerciale a caso. Per gli amici di MR&D, si noti il nome del negozio sullo sfondo.
La nostra sana ed equilibrata dieta. La cosa tonda e piatta è un’arepa – cioè una specie di pagnottina di farina di mais.
Eccoci finalmente alla sala giochi del centro commerciale!
Cioccolato yum! Un po’ ne ho anche mangiato.
“Il mio tessoro” Ale e Mariana mi stavano preparando uno scherzo nascoste sotto il tavolo.

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